<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6345408363777784947</id><updated>2011-04-21T17:20:50.970-07:00</updated><category term='informatica'/><category term='fisica'/><category term='matematica'/><category term='vita'/><category term='scienza'/><category term='astrofisica'/><category term='anima'/><category term='questioni cosmiche'/><category term='cinema'/><title type='text'>Blu Petrolio</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://labbrablu.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6345408363777784947/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://labbrablu.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Ghost Dog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02323339384073123208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Cj1sylBiHew/SDGGtagmzLI/AAAAAAAAADk/SmxHOiB19gw/S220/gdpng2.png'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>3</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6345408363777784947.post-1052218756663674330</id><published>2009-01-08T15:46:00.000-08:00</published><updated>2009-01-08T16:49:46.313-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='questioni cosmiche'/><title type='text'>Wall-E.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SWaUGC6vLPI/AAAAAAAAAFo/Un0sNZquXFc/s1600-h/Schermata-2.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 134px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SWaUGC6vLPI/AAAAAAAAAFo/Un0sNZquXFc/s320/Schermata-2.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289077643976584434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;&lt;/style&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wall-E&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; segna un importante punto d'arrivo per il cinema d'animazione contemporaneo e conseguentemente un imprescindibile punto d'inizio per quello futuro. E' la boa intorno a cui dovranno girare i film a venire, se vorranno avere un posto nel cinema &lt;span style="font-style: italic;"&gt;post Wall-E&lt;/span&gt;.&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;br /&gt;Non è l'impareggiabile livello tecnico raggiunto da Pixar a stupire, non più ormai. Siamo abituati da tempo all'evidenza della sua supremazia nel campo dell'animazione digitale. John Lasseter dettò le regole nel 1995 con &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Toy Story&lt;/i&gt; e Andrew Stanton continua a farlo nel 2008, infatti quello che meraviglia è la voglia di innovazione, su più livelli. Prima di tutto stupisce la presenza di attori reali nelle sequenze relative al passato della Terra, scelta assolutamente appropriata e coerente con le esigenze narrative. Tutto il film infatti tende entro certi limiti verso un'aderenza ad una realtà realistica e futuribile, discostandosi quindi per molti versi da tutta la precedente produzione Pixar, molto legata ai meccanismi tipici dell'animazione “per famiglie”, pur di altissimo livello.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Wall-E è un film di fantascienza dal respiro più ampio, con momenti di pura poesia raccontata per immagini, in cui la presenza&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; della parola non è necessaria. Arriviamo così a sottolineare un altro punto di forza del film, perché le prime battute “vere” vengono scambiate dopo 40 minuti dall'inizio, quando entrano in scena gli umani. Fino a quel momento assistiamo estasiati alla meraviglia che prova lo stesso protagonista nello scoprire il mon&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;do in cui vive da solo, un mondo in cui, fedele alla sua &lt;/span&gt;&lt;i&gt;direttiva &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;come Charlot in&lt;/span&gt;&lt;i&gt; Tempi Moderni,&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; continua a compattare immondizia per tenere la Terra in ordine, impilandola fino a creare dei giganteschi palazzi di rifiuti, c&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;oncedendosi di tanto in tanto di collezionare oggetti che attirano la sua attenzione, come una vecchia videocassetta di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Hello Dolly!&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; che gli suggerisce che forse sì, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;“&lt;/i&gt;&lt;i&gt;out there, there's a world outside”&lt;/i&gt;. I due film non sono citati per caso, infatti entrambi raccontano di personaggi che desiderano evadere dall'oppressione del lavoro, in cerca di un mondo che dia più spazio ai sentimenti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Quel mondo c'è e ad annunciarlo è l'arrivo di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Eve&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, luccicante gioiello di tecnologia (probabilmente non è un caso che a disegnarla sia stato tra gli altri anche Jonathan Ive, responsabile del design dell'iPod), scontrosa ma a suo modo gentile, e per Wall-E non è possibile non innamorarsene. Amore impossibile che risponde alla triste regola del “troppo diversi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;e troppo lontani”. I &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;due robot &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;che si scambiano le prime parole fatte di suoni elettronici e scombinate modulazioni vocali alla luce delle petroliere in fiamme, e il vero contatto di Eve col mondo di Wall-E, quella casa piena di strani oggetti che nessuno dei due conosce in realtà, ma che in due riusciranno a comprendere meglio, come il fuoco di un accendino, o la piantina che tanto aveva incuriosito il nostro Chaplin meccanico. La porge ad Eve diversamente da come faceva per gli altri oggetti, con un trasporto particolare come se le stesse facendo un regalo, quasi avesse capito l'importanza della pianta, che si ri&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;vela essere il lasciapassare verso quell'&lt;/span&gt;&lt;i&gt;oltre&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; a cui Wall-E aspira. Il film gioca costantemente con l'alternanza di presente, passato e futuro, dove il passato è il nostro presen&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;te, il presente sembra il nostro passato in cui ci si stupiva ancora delle cose e il futuro, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;la Axiom, è di nuovo una tragica parodia del mondo in cui viviamo. Ironicamente l'ultimo detrito orbitante che rimane attaccato&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; a Wall-E sulla nave che lo porta via dalla Terra è proprio lo &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Sputnik I&lt;/i&gt;, il primo satellite artificiale lanciato in orbita, nel 1957.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Dopo un viaggio lunghissimo per lo spazio che riempie di meraviglia il nostro Wall-E riuscendo a fargli toccare il cielo con un dit&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;o, in questo caso giocando con gli anelli di Saturno come se fossero delle nuvole, ecco che appare, maestosa dietro una nube cosmica, la Axiom. Come suggerisce&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; il nome stesso, è la sede delle certezze intoccabili e incontrovertibili, è la nuova casa di quel che resta dei terrestri, un'enorme &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Love Boat&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; in cui tutto funziona alla perfezione, completamente automatizzato, gli abitanti hanno tutto ciò che gli serve e non devono neanche fare lo sfor&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;zo di camminare, il traffico è assolutamente regolare, con dei percorsi programmati e distinti:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; azzurro per gli umani, bianco per i robot lavoratori e rosso per i robot di servizio come assistenti o poliziotti. Gli unici a non avere un percorso prefissato sono Auto, l'autopilota e Gopher, l'ufficiale di bordo, vale a dire i gradi più alti del comando all'interno della nave. Ma così come l'ingresso di Eve nel&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; mondo di Wall-E l'aveva sconvolto, allo stesso modo l'arrivo di Wall-E sulla Axiom provocherà non pochi cambiamenti, infatti anche lui è svincolato da leggi e tracciati predefiniti e quel che farà durante il suo viaggio sarà, metaforicamente, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;risvegliare&lt;/i&gt; i personaggi con cui verrà in contatto, a cominciare dal simpatico M-O, il Microbe Obliterator di bordo, che per primo proverà l'ebbrezza di camminare fuori dalla linea colorata, continuando sì a inseguire come alienato la sua direttiva, ma in modo assolutamente libero da ogni sovrastruttura.&lt;br /&gt;Proseguendo con le sue esplorazioni e la sua ricerca di Eve, Wall-E si troverà velocemente a capeggiare un gruppo di robot sbandati, non conformi e quindi impazziti e, procedendo sempre fuori dai percorsi luminosi, riuscirà a portare un po' di umanità sulla Axiom, facendo scoprire agli altri robot e agli stessi umani il piacere di un semplice saluto. In questo senso il risveglio di John e Mary è ancora più evidente ed evidenziato dallo stupore con cui si rendono conto che c'è dell'altro proprio intorno a loro, e dentro loro stessi. Il capitano McCrea sembra addirittura tornare bambino quando impara a scoprire la Terra abbandonata 700 anni prima e chiede al computer di definire ogni cosa che non conosce, dal mare all'agricoltura, dall'erba alle danze, mentre all'esterno Wall-E ed Eve si divertono, liberi come solo gli uomini riuscivano ad essere un tempo.&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SWaSn21FwtI/AAAAAAAAAFY/K3gqXTpjhVs/s1600-h/Schermata-21.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 326px; height: 134px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SWaSn21FwtI/AAAAAAAAAFY/K3gqXTpjhVs/s320/Schermata-21.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289076025823970002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;A&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;nche p&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;er &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Eve arri&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;va il mo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;mento che seg&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;na il suo cambiamento defi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;nitivo, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;in cui smette di pensare all&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;a sua d&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;irettiva per prendersi cura del su&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;o amico, ed è dur&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ante la scena in cui rivive i suoi ricordi regis&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;trati mentre si trovava in stand-by sulla Terra, che le fanno rendere conto di quanto manchi qualcosa di importante anche a lei, e di quanto in realtà tenga a Wall-E. Non ci pensa un secondo infatti a rischiare sé stessa per tentare di salvarlo dall'attacco combinato di Auto e Gopher. I due però finiscono inermi nel condotto che li porterà nella grande discarica in fondo alla nave, dove degli enormi Wall-A (&lt;/span&gt;&lt;i&gt;Waste Allocation Load Lifter – Axiom class&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, invece che &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Earth class&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;) si occupano dello smaltimento dei rifiuti, co&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;mpattandoli ed espellendoli nello spazio, in un gioco di  specchi e parallelismi con quello che accadeva sulla Terra, come una pessimistica dimostrazione del millenario insegnamento del &lt;/span&gt;&lt;i&gt;“come sopra, così sotto”&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Sembra infatti che gli uomini producano rifiuti ovunque si trovino, troppo pigri e avidi e non riescano ad imparare dai propri errori, ad evolversi, cosa che riesce invece benissimo ai robot, programmati per adattarsi e, quindi, per cambiare. Lo stesso Andrew Stanton non esita a dire che il suo film esplora il modo in cui “love defeats programming”, amore verso gli altri siano essi umani o robot, e verso il pianeta, come puntualizza il capitano quando realizza che la Terra è stata abbandonata proprio nel momento in cui più aveva bisogno di aiuto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Wall-E, stremato, col suo livello di carica al minimo che lampeggia di luce rossa non può non ricordare l'&lt;/span&gt;&lt;i&gt;E.T.&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; Di Spielberg e, proprio come lui, ora desidera solo tornare a casa. Può farlo però continuando ad aiutare Eve, perché in fondo entrambe le vie portano sulla Terra, quindi vale la pena un ultimo grande sacrificio nel tentativo di salvare propri&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;o tutti. Il &lt;/span&gt;&lt;i&gt;risveglio&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; qui è palese: ogni passeggero viene disconnesso dalla propria poltrona-terminale, i contatti umani si moltiplicano, ci si aiuta a vicenda tendendosi la mano e si scopre di poter ancora camminare seppur molto goffamente &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ma, soprattutto, gli umani si trovano tutti uniti a incitare il loro capitano che combatte contro Auto, accompagnato dallo &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Zarathustra&lt;/i&gt; di Strauss, quasi a voler fugare ogni eventuale dubbio su una delle maggiori fonti d'ispirazione per il film.&lt;br /&gt;Finalmente sulla Terra, Wall-E è completamente distrutto e l'unica possibilità di salvarlo per Eve è sostituire i pezzi danneggiati con i ricambi che tiene in casa, scheda e memoria principale comprese.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;E' interessante notare come Wall-E sia sopravvissuto settecento anni da solo grazie unicamente allo spirito di adattamento, al riciclaggio e all'energia solare, mentre i terrestri pronti a &lt;/span&gt;&lt;i&gt;ricolonizzare&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; il pianeta probabilmente sono molto meno adatti a stare sulla Terra di quanto lo fossero i propri antenati. Forse riusciranno a cambiare anche loro come ci suggeriranno i bei titoli di coda in cui, ripercorrendo le diverse correnti artistiche dell'uomo, vediamo svilupparsi una nuova storia, fatta di impegno e collaborazione tra uomini e robot, una nuova società ibrida che ricorda la “forchetta-cucchiaio” raccolta da Wall-E all'inizio del film, il risultato de&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ll'unione tra due cose diverse che però  possono stare insieme per cr&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;eare qualcosa di nuovo, in questo caso aiutate da una fertilissima &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Eva&lt;/i&gt; che porta una pianta in grembo. Intanto Wall-E a fine film dà un consiglio pure a noi sostituendo la vecchia lampadina a incandescenza di Luxo Jr, simbolo della Pixar, con una a tubo fluorescente, più luminosa e più rispettosa dell'ambiente.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Tornando alla vicenda dei due innamorati, quello che Eve vede svegliarsi davanti a sé non sembra essere il robot che ha conosciuto, è vuoto e assente e non ricorda nulla di quel che è stato, e quando lei gli porge finalmente la sua mano, lui si volta e va via pronto a compattare rifiuti&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, a seguire la sua direttiva. Eve lo ferma e rimane a guardarlo in quegli occhi spenti, e, se i robot possono piangere, piange mentre si distingue&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; appena un &lt;/span&gt;&lt;i&gt;“Are you?” &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;che fa da eco a quel&lt;/span&gt;&lt;i&gt; “Who are you?”&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; con cui gli aveva rivolto per la prima volta la parola e, dopo un lunghissimo attimo di silenzio, gli dà l'addio sussurrando&lt;/span&gt;&lt;i&gt; It only takes a moment&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; da &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Hello Dolly!&lt;/i&gt; e baciandolo sulla fronte. Malgrado la sua memoria completamente compromessa, succede che Wall-E le stringe la mano e la riconosce, come se avesse attinto il ricordo da qualcosa più grande di una scheda madre, qualcosa che fin'ora pensavamo essere solo appannaggio degli uomini.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Tempo fa una ragazza mi chiedeva quale fosse secondo me la sede dell'ipot&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;etica anima di un computer, senza pensarci più di tanto le dissi che il microprocessore poteva essere il posto più adatto. Forse invece si tro&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;va semplicemente dove stanno anche tutte le nostre: ovunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SWaTAKFRKoI/AAAAAAAAAFg/1gOAs2n5bqA/s1600-h/Schermata-38.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 134px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SWaTAKFRKoI/AAAAAAAAAFg/1gOAs2n5bqA/s320/Schermata-38.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289076443308960386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Canzone del giorno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SWaVaa1PXgI/AAAAAAAAAFw/EW_8MLUwM30/s1600-h/600pxnightopera.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 115px; height: 115px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SWaVaa1PXgI/AAAAAAAAAFw/EW_8MLUwM30/s320/600pxnightopera.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289079093504990722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;'39 - Queen&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;All your letters in the sand cannot heal me like your hand&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6345408363777784947-1052218756663674330?l=labbrablu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://labbrablu.blogspot.com/feeds/1052218756663674330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6345408363777784947&amp;postID=1052218756663674330&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6345408363777784947/posts/default/1052218756663674330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6345408363777784947/posts/default/1052218756663674330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://labbrablu.blogspot.com/2009/01/wall-e.html' title='Wall-E.'/><author><name>Ghost Dog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02323339384073123208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Cj1sylBiHew/SDGGtagmzLI/AAAAAAAAADk/SmxHOiB19gw/S220/gdpng2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SWaUGC6vLPI/AAAAAAAAAFo/Un0sNZquXFc/s72-c/Schermata-2.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6345408363777784947.post-8995714498398868617</id><published>2008-05-17T07:25:00.000-07:00</published><updated>2008-05-17T20:14:24.728-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informatica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='matematica'/><title type='text'>Life is Life.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SC5pV6gmzDI/AAAAAAAAACo/FwwPnAxbxh4/s1600-h/300px-John_H_Conway_2005.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 181px; height: 120px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SC5pV6gmzDI/AAAAAAAAACo/FwwPnAxbxh4/s320/300px-John_H_Conway_2005.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5201210444863687730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sarà capitato a chiunque abbia un minimo di curiosità verso il mondo che abita e più in generale verso la vita che si è trovato a vivere, di rimanere affascinato dal modo in cui le cose cambino all'interno del Sistema, osservandolo con un po' di distacco. Ne basta poco, di distacco: non così tanto da vedere sè stesso che osserva il mondo, ma abbastanza per uno dei passi precedenti, e cioè vivere per alcuni momenti senza essere protagonista degli eventi, ma come indagatore delle dinamiche che regolano la vita, in particolare quella sociale. Sarà quindi capitato, a chi rientra nella categoria di cui sopra, di realizzare profondamente, come durante un 'epifania, che davvero le trasformazioni di tipo sociale dipendono dallo stato delle cose interessate alla trasformazione, dallo stato di quelle immediatamente adiacenti e dal modo in cui queste interagiscono. Ragionamenti come questo stanno alla base di un certo tipo di sistemi matematici complessi, noti come Automi Cellulari.&lt;br /&gt;Un automa cellulare è un sistema che simula una certa evoluzione di elementi (dette cellule, appunto) all'interno di un campo d'azione definito, in funzione dei tre parametri accennati precedentemente: stato della cellula, delle cellule vicine e modo di interazione tra le cellule. Lo scopo dichiarato è quello di simulare, verificare e dimostrare come modifiche macroscopiche di un sistema globale derivino da piccole semplici variazioni a livello locale.&lt;br /&gt;Per fare un esempio pratico ricorrerò al più famoso tra gli automi cellulari, quello chiamato, non a caso, Life. Ideato e codificato dal matematico John Conway nel 1970, Life si svolge su una griglia di cellette, le quali possono essere piene o vuote (se preferite, vive o morte) e prevede un paio di semplici regole:&lt;br /&gt;1. una celletta viva che abbia 2 o 3 cellette vive adiacenti (in verticale, orizzontale o diagonale) rimane viva, altrimenti si spegne.&lt;br /&gt;2. una celletta morta che abbia 3 e solo 3 cellette adiacenti vive, si accende, altrimenti rimane spenta.&lt;br /&gt;Queste poc&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/f/f2/Game_of_life_animated_glider.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/f/f2/Game_of_life_animated_glider.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5201209761963887650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;he regole portano all'evolversi "naturale" della configurazione iniziale delle celle, in maniera però del tutto prevedibile, com'è chiaro dall'immagine qui a fianco; questa configurazione mentre evolve in modo ciclico compie uno spostamento (nello specifico, tale figura di Life, detta &lt;span style="font-style: italic;"&gt;aliante&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;g&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;lid&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;er&lt;/span&gt;, costituisce il simbolo della comunità hacker).&lt;br /&gt;Esistono tuttavia molte altre configurazioni "tipo", alcune delle quali scoperte solo dopo da altri matematici. Oltre alle figure che evolvono in vario modo fino a distruggersi dopo un numero indefinito di generazioni (ogni cambiamento di configurazione viene chiamato generazione), ci sono infatti dei particolari tipi di figure che si comportano sempre allo stesso modo, ci sono quelle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;statiche&lt;/span&gt;, che non possono evolvere neanche di una generazione perchè la loro configurazione non permette cambiamenti, ci sono le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;navi&lt;/span&gt; che, come l'aliante, si spostano  eternamente lungo un asse  prevedibile, ci sono gli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;oscillatori&lt;/span&gt;, che evolvono da fermi generalmente in due o tre stadi ripetuti al'infinito. Le configurazioni forse più strabilianti però sono quelle note come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cannoni&lt;/span&gt;, che generano navicelle, e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;reattori&lt;/span&gt;, che generano cannoni. Decisamente esemplificativo in questo senso è il Cannone di Gosper, dal nome del suo ideatore Bill Gosper, quasi sfidato dallo stesso Conway a creare una configurazione che crescesse in modo infinito. La creazione di Gosper genera un aliante dopo 15 generazioni, e tutti gli altri dopo 30.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SC5mAagmy_I/AAAAAAAAACI/wPXHuu5UhwA/s1600-h/Game_of_life_glider_gun.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 375px; height: 84px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SC5mAagmy_I/AAAAAAAAACI/wPXHuu5UhwA/s320/Game_of_life_glider_gun.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5201206776961616882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sembra che ancora oggi le applicazioni di Life, specie nell'ambito dell'Informatica, non trovino fine. E' da dire comunque che questo sistema fa una certa impressione anche ai non addetti ai lavori: difficile non provare affetto per degli esserini che crescono davanti ai propri occhi, e verrebbe da pensare che un cannone di Gosper in azione osservato mentre crea quegli esserini possa essere addirittura quasi commovente, perchè no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SC5mvKgmzBI/AAAAAAAAACY/jSPBNoC2lm4/s1600-h/Gospers_glider_gun.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SC5mvKgmzBI/AAAAAAAAACY/jSPBNoC2lm4/s320/Gospers_glider_gun.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5201207580120501266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Chi volesse cimentarsi nella realizzazione di vecchie o nuove configurazioni, può visitare, tra i tanti, &lt;a href="http://utenti.quipo.it/base5/conway/lifejs.htm"&gt;questo&lt;/a&gt; link.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disco del giorno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SC5rw6gmzEI/AAAAAAAAACw/ZG-yES0VFOw/s1600-h/devil+doll+eliogabalus.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 120px; height: 113px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SC5rw6gmzEI/AAAAAAAAACw/ZG-yES0VFOw/s320/devil+doll+eliogabalus.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5201213107743411266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Eliogabalus - Devil Doll&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Life is a state of mind&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6345408363777784947-8995714498398868617?l=labbrablu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://labbrablu.blogspot.com/feeds/8995714498398868617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6345408363777784947&amp;postID=8995714498398868617&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6345408363777784947/posts/default/8995714498398868617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6345408363777784947/posts/default/8995714498398868617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://labbrablu.blogspot.com/2008/05/life-is-life.html' title='Life is Life.'/><author><name>Ghost Dog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02323339384073123208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Cj1sylBiHew/SDGGtagmzLI/AAAAAAAAADk/SmxHOiB19gw/S220/gdpng2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SC5pV6gmzDI/AAAAAAAAACo/FwwPnAxbxh4/s72-c/300px-John_H_Conway_2005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6345408363777784947.post-8519298169749110685</id><published>2008-05-13T22:17:00.000-07:00</published><updated>2008-05-17T20:12:09.911-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='astrofisica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fisica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='questioni cosmiche'/><title type='text'>Stardust Memories.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SCn29qgmy6I/AAAAAAAAABg/N5TM3rxzs54/s1600-h/solepollon.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 157px; height: 154px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SCn29qgmy6I/AAAAAAAAABg/N5TM3rxzs54/s320/solepollon.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199958784019450786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Rispolvero un mio vecchio quesito a cui avevo trovato sì una risposta anni fa ma, non avendone mai parlato con nessuno e avendo dimenticato tale risposta, mi sono trovato quasi costretto a ripropormelo, ed ecco che ora lo ripropongo pubblicamente.&lt;br /&gt;Mi chiedevo fondamentalmente perchè il cielo notturno non fosse illuminato a giorno, e tutto &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;sommato non è una domanda così campata per aria come potrebbe sembrare: durante la notte il cielo è illuminato da una moltitudine di stelle e altri corpi celesti - e chiunque ci abbia dato anche una sola occhiata in assenza di luce articificiale non può che confermare - &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;regalandoci ogni giorno uno spettacolo sbalorditivo; tuttavia seppure presenti in quantità difficilmente immagin&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;abili, tutti questi punti luminosi mi sono sempre sembrati "un po' poco" per uno spazio come lo Spazio, perciò mi chiedevo come mai non vedessimo anche la luce di tutta l'altra infinità di stelle che da sempre ci assicurano che esista laggiù (o las&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;sù, fate voi), arrivando quindi a riempire di piccolissime ma infinite luci il cielo notturno, rendendolo conseguentemente illuminato come se fosse giorno, se non anche di più. Voglio dire, come potrebbe il nostro piccolo Sole, da solo, essere più luminoso di un'infinità di stelle?&lt;br /&gt;Questo mi chiedevo, e altre persone decisamente più autorevoli di me se lo sono chiesto molto tempo fa, tra cui un po' di nomi noti: Keplero, Halley, Cheseaux e Olbers, tutti astronomi, l'ultimo dei quali, nel 1826, diede anche il nome al mio quesito o, meglio, diede il nome al cosiddetto Paradosso di Olbers, che rispecchia in tutto il mio dubbio legittimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viene in mio aiuto il prof. Leopoldo Milano, ordinario e ricercatore del Dipartimento di Scienze Fisiche all'Università di Napoli, spie&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;gandomi in modo chiaro e abbastanza convincente come stanno le cose o, per non infrangere una delle regole sacre della scienza, come oggi si ipotizza che stiano!&lt;br /&gt;Riporto qui di seguit&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;o la sua risposta, per chi fosse interessato all'argomento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"L'enunciato del paradosso afferma che in un universo infinito e statico il cielo notturno dovrebbe essere luminoso. Questo paradosso è anche noto come &lt;i&gt;paradosso del cielo buio&lt;/i&gt;. La risposta a questo quesito potrebbe sembrare banale, ma come vedremo, non lo è affatto e ha profonde implicazioni sulla struttura del nostro Universo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Cominciamo col fare alcune ipotesi:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; 1) L'Universo ha dimensioni finite. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; 2) Le stelle riempiono uniformemente l'Universo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; 3) Ciascuna stella ha luminosità &lt;i&gt;L&lt;/i&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; 4) È valida la legge con cui il flusso di energia &lt;i&gt;f&lt;/i&gt; emesso da una stella varia con l'inverso del quadrato della distanza &lt;i&gt;D&lt;/i&gt; da noi, cioè&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;f = L&lt;/i&gt;/(4π&lt;i&gt;D&lt;/i&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;). &lt;i&gt;L&lt;/i&gt; rappresenta la luminosità intrinseca della stella. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Consideriamo ora un guscio sferico di stelle di spessore &lt;i&gt;T&lt;/i&gt; e raggio &lt;i&gt;R&lt;/i&gt; come è mostrato in figura. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="font-family:georgia;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;center  style="font-family:georgia;"&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SCnz86gmy4I/AAAAAAAAABQ/YuUT5ARif60/s1600-h/5ef2442ff7b9f9f86126c7475a5752c9.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 223px; height: 178px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SCnz86gmy4I/AAAAAAAAABQ/YuUT5ARif60/s320/5ef2442ff7b9f9f86126c7475a5752c9.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199955472599665538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/center&gt;  &lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Quanta luce riceviamo dalle stelle contenute nel guscio? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Se il flusso di energia emesso da una stella è &lt;i&gt;f = L&lt;/i&gt;/(4π&lt;i&gt;R&lt;/i&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;); assumendo che nel guscio ampio &lt;i&gt;T&lt;/i&gt; ci siano &lt;i&gt;n&lt;/i&gt; stelle per unità di volume, allora il guscio conterrà un numero totale di stelle pari a: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;center face="georgia"&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;N = n · volume del guscio = n&lt;/i&gt; · 4π&lt;i&gt;R&lt;/i&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt; · &lt;i&gt;T&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/center&gt; &lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La quantità totale di flusso di luce &lt;i&gt;F&lt;/i&gt; inviata a noi dal guscio  sarà data da &lt;i&gt;F = f · N&lt;/i&gt; e cioè: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;center style="font-family: georgia;"&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;F = L · n · T&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/center&gt; &lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Come si può notare la quantità &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di luce ricevuta dal guscio non dipende più dalla sua distanza da noi. In altre parole si riceve la stessa quantità di luce da gusci stellari più o meno distanti. Quindi se ci sono milioni di tali gusci nell'Universo si può semplicemente moltiplicare il contributo di un solo guscio sferico stellare per il numero di gusci possibili per ottenere la quantità totale di energia ricevuta dall'Universo. Questa luce dovrebbe essere visibile sia di giorno che di notte poiché i gusci sferici considerati hanno il centro sulla Terra. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Questo tipo di ragionamento è l'origine del paradosso di Olbers e della domanda da lei fatta. La cosa si può anche affrontare da altri punti di vista e si ritorna al paradosso. Quale può essere la possibile spiegazione? Le possibilità sono due e precisamente o c'è qualcosa di errato nel ragionamento o alcuni fatti fisici non sono stati presi in considerazione. Si possono fare varie ipotesi: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; a) la luce delle galassie più distanti viene oscurata da nubi di polvere sparse qua e là nell'universo, perciò non le vediamo; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; b) le galassie e le stelle non esistono in numero infinito; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; c) la luce delle galassie più distan&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ti non ci è ancora arrivata perché viaggia con velocità finita ed è partita da molto lontano. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; La prima ipotesi è falsa perché dopo un certo tempo le polveri assorbirebbero energia emessa dai gusci sferici oscurati e quindi irradierebbero giungendo così a un cielo comunque sempre luminoso. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="georgia"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Per la seconda ipotesi occorre considerare che anche se l'Universo fosse infinito, esisterebbe un limite al numero di galassie che possiamo vedere in qualsiasi direzione del cielo. La luce di una stella o di una galassia impiega un certo tempo per giungere fino a noi, quindi a un certo istante possiamo vedere solo una quantità finita di galassie. La radiazione si propaga infatti con velocità finita: se per esempio una galassia si trova a una distanza di 15 miliardi di anni luce, possiamo vedere solo la luce che ha emesso 15 miliardi di anni fa; quella emessa dopo non ha ancora fatto a tempo ad arrivarci. Se questa galassia si è formata e ha cominciato a emettere per esempio 10 miliardi di anni fa, la sua luce impiegherà ancora altri 5 miliardi di anni ad arrivarci: adesso non la possiamo vedere. Se anche esistessero infinite galassie nell'Universo, non potremmo vederle se non aspettando il tempo necessario perché la loro luce giunga fino a noi. Tuttavia ogni stella e ogni galassia hanno a disposizione una quantità finita di energia, quindi non possono emettere luce per sempre. Man mano che nuove g&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;alassie, sempre più lontane, diventeranno visibili, quelle più vicine "moriranno"e si spegneranno. La conseguenza è che in ogni istante possiamo vedere soltanto un numero finito di galassie. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Inoltre, l'espansione dell'Universo fa sì che la radiazione emessa dalle galassie si sposti verso il rosso. Questo significa che la radiazione che ci arriva diventa sempre meno carica di energia man mano che esse si spingono più lontano: infatti al crescere della lunghezza d'onda, l'energia trasportata dalla radiazione decresce. Le galassie più lontane sono quindi sorgenti di luce più deboli, non solo a causa della loro distanza, ma anche perché la loro radiazione trasporta meno energia: esse sfuggono in larga parte alle nostre osservazioni. E questa è la più accreditata spiegazione del perché il cielo di notte risulta buio."&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="font-family: georgia;"&gt;Disco del giorno:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: georgia;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SCn1mqgmy5I/AAAAAAAAABY/bFqPR04rxLE/s1600-h/starman.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 94px; height: 98px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SCn1mqgmy5I/AAAAAAAAABY/bFqPR04rxLE/s320/starman.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199957289370831762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Starman - David Bowie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Beh, quasi per forza!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6345408363777784947-8519298169749110685?l=labbrablu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://labbrablu.blogspot.com/feeds/8519298169749110685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6345408363777784947&amp;postID=8519298169749110685&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6345408363777784947/posts/default/8519298169749110685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6345408363777784947/posts/default/8519298169749110685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://labbrablu.blogspot.com/2008/05/stardust-memories.html' title='Stardust Memories.'/><author><name>Ghost Dog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02323339384073123208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Cj1sylBiHew/SDGGtagmzLI/AAAAAAAAADk/SmxHOiB19gw/S220/gdpng2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Cj1sylBiHew/SCn29qgmy6I/AAAAAAAAABg/N5TM3rxzs54/s72-c/solepollon.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
